San
Francesco di Sales è patrono dei giornalisti perché lui, vescovo di Ginevra, combatteva la riforma
protestante con la cultura, spiegata in modo semplice ed efficace, in opuscoli lasciati ai fedeli perché
comprendessero cosa volesse davvero dire essere cattolici.
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venerdì 24 gennaio 2020
venerdì 17 gennaio 2020
L’informazione religiosa può essere attraente? Il confine sottile tra marketing e giornalismo
C’è un confine sottile tra marketing e
giornalismo, un confine che viene sempre più oltrerpassato, quasi fino a
scomparire, con i media di oggi, a colpi di click baiting, informazione usa e getta e, perché no, anche propaganda.
Ed è stato forse questo il tema centrale della discussione al Premio Giuseppe De Carli il 16 gennaio,
sul tema “Come rendere attraente l’informazione religiosa”.mercoledì 15 gennaio 2020
Il caso del libro Sarah – Ratzinger e il problema della comunicazione sul Vaticano
Il caso del libro del Cardinale Sarah sul celibato, che includeva un contributo di Benedetto XVI,
rappresenta forse il caso scuola di
quello che è diventata la comunicazione sul Vaticano, e la comunicazione in
generale. Un caso che in fondo rispecchia uno dei trend che avevamo
previsto per il 2020: quello della polarizzazione e dell’uso
di categorie politiche per comprendere la Chiesa.
mercoledì 1 gennaio 2020
Comunicazione vaticana, cinque trend per il 2020. E cinque antidoti
La comunicazione di e
sul Vaticano sta profondamente trasformandosi. Non tanto, e non solo,
perché l’elezione di Papa Francesco è
stata marcata dall’idea di un “cambio di
narrativa”, ma anche perché sono profondamente cambiati i mezzi a
disposizione.
martedì 17 dicembre 2019
Ad multos annos, Papa Francesco! (tra spin doctors e Vangelo)
Un compleanno è
sempre un momento per bilanci, e lo è ancora di più il compleanno di un
Papa. Figuriamoci di un Papa come
Francesco, mediaticamente esposto come non mai. Non certo per sua colpa o
merito, ma semplicemente perché questi
sono i tempi.
giovedì 12 dicembre 2019
Quel vaticanismo antico di Benny Lai di cui oggi ci sarebbe tanto bisogno
È difficile non pensare a Benny Lai, quando si pensa al mestiere del vaticanista. Difficile,
perché Benny Lai è stato uno dei
pionieri di questo mestiere. Quando c’era la prima Sala Stampa della Santa
Sede annessa all’Osservatore Romano,
dopo la Seconda Guerra Mondiale, lui era lì. Ed era lì durante la transizione
da Pio XII a Giovanni XXIII, era lì
quando è iniziato il Concilio Vaticano II, era lì durante il pontificato di Paolo VI e l’arrivo di San Giovanni Paolo
II. Era lì con Benedetto XVI. E
c’è stato per i primi mesi del Pontificato di Papa Francesco. Ma era da tempo
che continuava a dire: “Questo non è più
il mio vaticano”.
lunedì 9 dicembre 2019
I media e la Chiesa, quanta malafede c'è nella narrativa?
Marginalizzata, ai
lati della storia, come parte di un percorso di cui non è stata protagonista:
mentre sempre più la secolarizzazione prende la Chiesa dall’interno, è dall’esterno, dalla cultura, che vengono
mossi gli attacchi, secondo una campagna ben precisa che è iniziata con
l’Illuminismo.
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