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domenica 18 febbraio 2024

Suor Fortuna

Oggi parlo un po’ di me, e quindi mettetevi comodi per un racconto molto personale. Che poi, come diceva Pirandello, io sono uno di quelli che ci vuole per forza trovare un significato nelle storie, e quindi c’è sicuramente qualcosa di escatologico in quello che sto per dire. Chiedo scusa se non si tratta di un qualcosa di professionale, come vi potreste aspettare, ma a volte le cose da dire vengono fuori semplicemente, senza sovrastrutture.

domenica 11 febbraio 2024

Benedetto XVI, undici anni dopo

Se dovessi definire un momento preciso in cui la professione del vaticanista è cambiata, non avrei dubbi nel dire che lo spartiacque è stata la rinuncia di Benedetto XVI, undici anni fa. Perché già la rinuncia in sé era un atto dirompente, fuori dagli schemi, improvviso e per questo difficile da porre nelle categorie classiche. E perché, dopo la rinuncia, c’è stata un’ansia di cambiamento, quasi una crisi di rigetto, in cui si è deciso che tutto andava cambiato, che la Chiesa dovesse cambiare narrativa, dovesse parlare con il mondo ma da un punto di vista pari o addirittura di sudditanza. In cui, in fondo, il lavoro con i media diventava centrale, perché era lo stesso Papa che la rendeva centrale, con i suoi gesti, con le sue improvvisazioni, con le sue catchphrases destinate proprio a catturare l’attenzione del pubblico.

mercoledì 24 gennaio 2024

San Francesco di Sales, i giornalisti e la logica della redenzione

In questi ultimi giorni ho ripreso in mano “I miei giorni con Giovanni Paolo II”, di Joaquin Navarro-Valls. Per chi non lo sapesse, Navarro-Valls è stato lo storico portavoce di San Giovanni Paolo II, il mitologico direttore della Sala Stampa della Santa Sede dal 1984 al 2006, l’uomo che in qualche modo rivoluzionò la comunicazione vaticana. A lui è dedicata anche una sala nella Sala Stampa della Santa Sede, con una scelta particolarmente significativa.

domenica 31 dicembre 2023

Benedetto XVI, un anno dopo

Ho scritto molte analisi su Benedetto XVI, sul suo pontificato e sulla sua vita, ho seguito con passione e conosciuto personalmente molti membri del Ratzinger Schuelerkreis, e ho almeno un altro progetto professionale su Benedetto XVI in uscita alla fine dell’anno prossimo per il Giubileo. Questo, però, è un post molto personale, e va preso come tale. Quindi, perdonatemi se il cronista indulge nella memoria, ma è un qualcosa che vale la pena raccontare secondo me.

domenica 17 dicembre 2023

Papa Francesco compie 87 anni. È cambiato il modo di fare giornalismo vaticano?

Un decennio e un compleanno importante come gli 87 anni sono necessariamente un tempo di bilanci. E viene da chiedersi se e come il pontificato di Papa Francesco abbia cambiato il modo di fare vaticanismo, di fare comunicazione, di fare informazione e di fare informazione religiosa. Oggi, il giorno del compleanno del Papa, possiamo provare a tirare una linea.

martedì 12 dicembre 2023

Benny Lai, dieci anni dopo

In questi giorni, mi trovo spesso a chiedermi cosa direbbe Benny Lai ascoltando alcune delle argomentazioni del processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato in Vaticano. Farebbe qualche battuta caustica, probabilmente, come suo solito, e in questo modo nasconderebbe l’amarezza per un mondo vaticano che non c’è più e per un mondo nuovo per cui provava una certa curiosità, ma che non avrebbe mai potuto decifrare fino in fondo.

mercoledì 22 novembre 2023

C’è speranza (letteraria) al processo vaticano?

Ok, giochiamo. C’è un mondo inesplorato al processo vaticano sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato. Una Macondo incompresa, un vaso di pandora da aprire a proprio rischio e pericolo, un armadio di Narnia che ha il potere di portare in altre dimensioni. E no, le citazioni para-letterarie non sono un accidente iperbolico di questo testo. Quello che stiamo per andare ad esplorare sono le citazioni letterarie che arrivano sparse qua e là tra le arringhe difensive, permettendo ad un “bivacco sordo e grigio” (semicit.) di colorarsi di vari toni e sfumature, con un romanzo degno di Agatha Christie, con colpi di scena continui che hanno avuto il pregio almeno di ravvivare la narrativa, profondamente cambiata nel corso di due anni con ogni interrogatorio ed ogni sfumatura nuova che veniva aggiunta alla storia.