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domenica 10 ottobre 2021

Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2022: ascoltare chi e cosa?


È “Ascoltate” il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2022
. E l’esortazione è senza dubbio importante per chi, come me, fa un mestiere in cui si deve sapere ascoltare, prima di potere scrivere. Eppure, la domanda vera non è se ascoltare. La domanda vera è chi e cosa ascoltare.

domenica 29 agosto 2021

L’Osservatore Romano non è in pericolo. Qualche considerazione

No, L’Osservatore Romano non sta per smettere di stampare e non sta andando completamente online. Il rumor, raccolto prima in Germania e poi rilanciato su vari media, nasceva da una difficoltà dell’editore del settimanale in lingua tedesca dell’Osservatore, e non era segno di una intenzione di chiudere. E tra l’altro - si fa notare - sarebbe assurdo smettere di stampare un giornale che da poco viene distribuito con una grafica nuova, e per il quale è stata comprata una nuova stampante.

venerdì 27 agosto 2021

E se l’Osservatore Romano smettesse di essere stampato?

Il primo a parlarne è stato Guido Horst su Die Tagespost, ripreso poi dal blog Il Sismografo, sempre attento ai temi della comunicazione vaticana e da Inside the Vatican. Ma la voce sembra circolare da un paio di mesi e prevede, per L’Osservatore Romano, un completo sbarco nell’online, senza più copie stampate. Da giornale di partito a giornale online di partito. Sarà questo il destino del quotidiano della Santa Sede?

sabato 31 luglio 2021

Dai martiri di ieri ai martiri di oggi: ecco come Budapest si prepara al Congresso Eucaristico Internazionale

Mio articolo per la KAI, uscito in polacco lo scorso 27 luglio (qui l'originale), pubblicato qui in italiano.

 “Più studiavo la storia di coloro che avevano organizzato il Congresso Eucaristico Internazionale del 1938, più scoprivo che tutti erano stati uccisi o erano stati in qualche modo martiri. E ho compreso poi che c’è un’altra forma di martirio: quella di coloro che oggi si dicono cristiani”. Tünde Zsuffa, scrittrice, è la portavoce del Congresso Eucaristico Internazionale di Budapest. Ha esperienza nella comunicazione istituzionale, ma la sua prima occupazione è quella di scrivere, privilegiando proprio il racconto storico. Ha dedicato due opere radiofoniche al Congresso Eucaristico Internazionale del 1938. E sa mettere insieme i fili della storia, collegare passato e presente.

sabato 24 luglio 2021

Cosa legge un vaticanista?


Benny Lai sosteneva che per essere un vero vaticanista
ci volevano almeno venti anni di professione, osservazione, dialogo con le persone. Venti anni di ascolto umile e paziente, di appunti (Benny aveva sempre con sé un piccolo taccuino), di riflessioni a bassa o ad alta voce. Si doveva comprendere il linguaggio del Vaticano, e saperlo usare. Bisognava conoscere le sfumature e i dettagli. Comprendere quando la reticenza era vera, e quando era invece una apertura. Analizzare il non detto, più che il detto. Il Vaticano è un linguaggio di simboli, e per simboli va compreso.

martedì 29 giugno 2021

Benedetto XVI, 70 anni sacerdote. Zelo e umiltà

C’è una piccola sorpresa bavarese, ma in maniera privata, lontano dalla celebrazione pubblica che accompagnò il 65esimo anniversario di ordinazione sacerdotale. Eppure ci si può scommettere che Benedetto XVI la ami di più così, lontano dai riflettori, più consona a quella che è stata la sua vita. Una vita, in fondo, di totale affidamento al Signore. Perché, da quando è sacerdote, lui si era sentito parte di una comunità di amici di Dio, e non di servitori, fedele al dettame evangelico.

sabato 26 giugno 2021

Alain Lebeaupin, il diplomatico che parlava la lingua della diplomazia


Se c’era un diplomatico della Santa Sede che conosceva il linguaggio della diplomazia, quello era l’arcivescovo Alain Lebaupin. Nunzio in Europa dal 2012 al 2020, ma prima ancora una vita nella diplomazia del Papa, che lo aveva portato in tutto il mondo e che gli aveva fatto conoscere l’importanza delle relazioni bilaterali e multilaterali. Tutte vissute con la leggerezza tipica di chi sa il fatto suo, e con la profonda capacità di comprendere quando una situazione era da gestire in maniera grave e seria.