C’è stato un periodo della mia vita in cui ho letteralmente divorato qualunque cosa abbia scritto Jostein Gaarder, che tutti conoscono per il libro Il Mondo di Sofia, ma che ha fatto molto altro, su tantissimi temi, e sempre con una certa grazia nel racconto che è un po’ la sua caratteristica. E, tra questi libri, ce n’è uno brevissimo, che si legge in due ore, e che però ha avuto un ruolo grande nella mia formazione. Si chiama Vita Brevis, e prende il punto di vista della concubina di Agostino, che nel romanzo si chiama fantasiosamente Floria, la quale scrive al suo ex amante, ora vescovo ed autore delle Confessioni, una accorata missiva, piena di passione, ma anche rabbia per un’occasione mancata.
