La morte di John Allen lo scorso 22 gennaio ha colpito tutto il mondo vaticano proprio alla vigilia della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che è poi anche il giorno di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
Comincia un nuovo anno e, in generale, c’è molta attenzione su come si andrà a definire il pontificato di Leone XIV. Ci sarà un concistoro di discussione, il 7-8 gennaio, che servirà a comprendere meglio il pontificato. E il Papa prenderà le prime decisioni di governo, stabilirà i prossimi viaggi e, soprattutto, pubblicherà – si pensa – la sua prima enciclica, che dovrebbe avere come tema generale la pace e una robusta sezione dedicata all’intelligenza artificiale.
Si chiama “Dio è la vera realtà” l’ultimo libro di Benedetto XVI, uscito postumo. Perché è un libro che raccoglie le omelie che Benedetto XVI tenne da Papa e da Papa emerito tra il 2005 e il 2017, nelle celebrazioni private. Benedetto XVI pronunciava queste omelie parlando a braccio, ma seguendo il filo di appunti scritti a matita nella sua grafia minuta, nati dalla sua meditazione sul Vangelo e sulle letture del giorno. E le Memores Domini le registravano a sua insaputa, e poi le trascrivevano.
È la prima volta nella storia di questa professione che Benny Lai non ha visto un Papa essere eletto. Era morto poco dopo l’elezione di Papa Francesco, e aveva seguito i Conclavi che avevano eletto Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Benny Lai non era solo parte della storia del vaticanismo. Era la storia.
Il primo viaggio di Leone XIV è finito, e subito viene da chiedersi cosa sarà dell’informazione religiosa oggi. Abituati a Papa Francesco, alla sua mediaticità ed estemporaneità che in qualche modo garantivano titoli facili e controversie gratuite, il pontificato di Leone XIV sembra aver portato il racconto vaticano su un binario più normale, regolare e allo stesso tempo difficile.